buona la prima

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Quando con Valeria, la mia seconda figlia, ne parlammo la prima volta ero sicuro che una buona idea sarebbe venuta fuori e quando lei, dopo qualche giorno, mi espose la sua idea, ne ebbi la conferma.

Oggi, dopo circa un anno da allora, è una grandissima soddisfazione vedere il primo cortometraggio prodotto dalla nostra Associazione IL VOLO su YouTube.

Lo abbiamo fatto vedere in anteprima a familiari e amici 15 giorni fa: ne sono arrivati un centinaio ed è stata l’occasione per comunicare alle persone più vicine in che cosa consiste il nostro lavoro.

Una settimana dopo lo abbiamo fatto vedere in occasione di un Seminario che abbiamo organizzato per la Settimana europea della sicurezza sul lavoro e da quel giorno fa parte integrante dei nostri Corsi.

E’ breve, 7 minuti, uno per ogni giorno della settimana, perché il lavoro non si ferma mai, se non per alcuni, troppi, tragicamente.

Foto: Valeria durante le riprese
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PULIZIE IN GRANDE

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Beppe non è più giovane ma ha lo sguardo attento di chi è abituato a guardarsi intorno per non avere brutte sorprese e mettere il piede sul posto giusto.
Beppe ha fatto le scuole medie tanti anni fa, poi ha sempre lavorato e oggi lavora in una piccola impresa locale che si occupa di pulizie e giardinaggio.
Tre giorni fa l’ho conosciuto per la prima volta al Corso per RLS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) dove ho tenuto la lezione introduttiva, parlando della cultura della sicurezza e della necessità di cambiare mentalità sul lavoro, e la lezione serale dedicata ai ruoli aziendali della sicurezza.
Era seduto in ultima fila, nel posto più laterale, affianco al suo datore di lavoro che ascoltava la stessa lezione. Non ha fatto domande, ogni tanto sorrideva o annuiva.
Oggi, prima di iniziare la lezione, ho fatto il solito giro di impressioni dei corsisti sulla prima lezione e, dopo aver fatto trascorrere qualche secondo di silenzio, Beppe ha chiesto la parola.
“Io vorrei raccontare cosa è successo ieri al lavoro: eravamo io e un mio collega e dovevamo metterci l’imbracatura anticaduta per fare un certo lavoro. Era capitato spesso, prima, che non la mettessimo per non perdere tempo e per scomodità, e anche ieri il collega stava facendo nello stesso modo ma io l’ho fermato e gli ho detto che dovevamo cambiare sistema. Lo dobbiamo fare per noi stessi, gli ho detto, dobbiamo toglierci dalla testa che lo dobbiamo fare per qualcun altro. Da oggi in poi sarà così.
Il collega mi ha guardato come a dire “Ma ita t’è suzzediu?” (ma cosa ti è successo?). Però, senza dire una parola, si è infilato l’imbracatura insieme a me e abbiamo iniziato il lavoro”.
“Ho voluto raccontarvi questo”, ha concluso Beppe, “perché ho capito una cosa: che la sicurezza sul lavoro riguarda prima di tutto noi operai e la nostra salute, per cui dobbiamo iniziare noi a proteggerci. Fino ieri non l’avevo capito”.
A quel punto qualche corsista ha accennato un timido applauso, mentre io cercavo le parole giuste per esprimere tutto il mio apprezzamento che leggevo sulle espressioni sul volto degli altri corsisti.
Sono andato da Beppe, gli ho stretto la mano e gli ho detto: “Grazie”.

dr.beppe

dr. Beppe

SICUREZZA A SCUOLA

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Intervista a Gabriele, 11 anni, 5° elementare

D. dove siete stati ieri con la classe?
R.al porto canale di Cagliari
D. cosa c’era?
R. molti container, tutti chiusi, non si potevano aprire, ma solo controllare da fuori con uno strumento speciale
D. chi vi ha aiutato a visitare il posto?
R. un signore, era un “checker”, uno di quelli che controllano che vada tutto bene
D. un preposto, quindi
R. non lo so, però era molto bravo e ci ha parlato anche della sicurezza
D. e cioè?
R. di come ci si può far male se non si sta attenti
D. puoi farmi qualche esempio?
R. bisogna stare attenti soprattutto sotto la gru che sposta i container e anche ai camion che li trasportano per non farsi investire; poi bisogna avere sempre il casco perché possono cadere pezzi o oggetti dall’alto
D. tu cosa aggiungeresti per rendere quel lavoro ancora più sicuro?
R. io metterei una ringhiera sul molo per non cadere in acqua, anche se bisogna essere proprio “drolli” (impacciati, ndr) per cadere; poi metterei più luci nel piazzale per vederci molto bene anche di notte, poi metterei più controlli all’ingresso del porto canale e anche in mare per entrare al porto, perché mi sembra che così com’è adesso uno può entrare facilmente
D. dei lavori che hai visto nel porto, il checker, il guista, l’autista dei camion… quale ti piacerebbe fare?
R. forse farei il comandante della nave, ma a me piace di più il cuoco

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Gabriele, a sinistra, con Antonio e Sergio