PULIZIE IN GRANDE

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Beppe non è più giovane ma ha lo sguardo attento di chi è abituato a guardarsi intorno per non avere brutte sorprese e mettere il piede sul posto giusto.
Beppe ha fatto le scuole medie tanti anni fa, poi ha sempre lavorato e oggi lavora in una piccola impresa locale che si occupa di pulizie e giardinaggio.
Tre giorni fa l’ho conosciuto per la prima volta al Corso per RLS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) dove ho tenuto la lezione introduttiva, parlando della cultura della sicurezza e della necessità di cambiare mentalità sul lavoro, e la lezione serale dedicata ai ruoli aziendali della sicurezza.
Era seduto in ultima fila, nel posto più laterale, affianco al suo datore di lavoro che ascoltava la stessa lezione. Non ha fatto domande, ogni tanto sorrideva o annuiva.
Oggi, prima di iniziare la lezione, ho fatto il solito giro di impressioni dei corsisti sulla prima lezione e, dopo aver fatto trascorrere qualche secondo di silenzio, Beppe ha chiesto la parola.
“Io vorrei raccontare cosa è successo ieri al lavoro: eravamo io e un mio collega e dovevamo metterci l’imbracatura anticaduta per fare un certo lavoro. Era capitato spesso, prima, che non la mettessimo per non perdere tempo e per scomodità, e anche ieri il collega stava facendo nello stesso modo ma io l’ho fermato e gli ho detto che dovevamo cambiare sistema. Lo dobbiamo fare per noi stessi, gli ho detto, dobbiamo toglierci dalla testa che lo dobbiamo fare per qualcun altro. Da oggi in poi sarà così.
Il collega mi ha guardato come a dire “Ma ita t’è suzzediu?” (ma cosa ti è successo?). Però, senza dire una parola, si è infilato l’imbracatura insieme a me e abbiamo iniziato il lavoro”.
“Ho voluto raccontarvi questo”, ha concluso Beppe, “perché ho capito una cosa: che la sicurezza sul lavoro riguarda prima di tutto noi operai e la nostra salute, per cui dobbiamo iniziare noi a proteggerci. Fino ieri non l’avevo capito”.
A quel punto qualche corsista ha accennato un timido applauso, mentre io cercavo le parole giuste per esprimere tutto il mio apprezzamento che leggevo sulle espressioni sul volto degli altri corsisti.
Sono andato da Beppe, gli ho stretto la mano e gli ho detto: “Grazie”.

dr.beppe

dr. Beppe

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