il fiume carsico delle morti bianche

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Apprendo oggi da “La Stampa”  che da gennaio ad agosto 2015 si sarebbe verificato un aumento delle morti sul lavoro di circa il 10% (esclusi gli infortuni in itinere) rispetto allo stesso periodi dell’anno scorso, un dato in controtendenza rispetto agli ultimi 10 anni.

A soli 3 mesi dalla presentazione confortante dei dati 2014 dell’Inail ci ritroviamo con uno scenario completamente diverso, con il quale speravamo di non doverci più confrontare.

Il fiume carsico delle morti bianche in Italia si nasconde quando la stagnazione economica  e la disoccupazione occupano la scena, ma si riprende la ribalta quando i motori dell’economia riprendono a funzionare, lasciando intendere che le sue sorgenti sono ben lungi dall’essere prosciugate.

Questi dati, a mio avviso, danno valore all’affermazione riportata nella Relazione finale sulle morti bianche approvata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta  il 15 gennaio 2013

“…   Spesso poi manca un’adeguata cultura della sicurezza, il che porta molti operatori a ritenere l’applicazione delle regole della prevenzione come un mero aggravio di costi o, nel migliore dei casi, un appesantimento burocratico da adempiere in modo formale e, per così dire, senza una vera convinzione.” (Pag.15)

Il fiume è tornato in superficie.

Auguri a tutti i costruttori di argini.

fiume carsico

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