VOLI CANCELLATI

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Sapevo che prima o poi la notizia sarebbe arrivata puntuale anche quest’anno …

Omar, 37 anni, di Terralba, non ce l’ha fatta.

Non ce l’ha fatta due volte: non ce l’ha fatta a superare il trauma cranico e  non ce l’aveva fatta a scendere da quel silos come si dovrebbe scendere in ogni luogo di lavoro da un posto in altezza, cioè “di piedi” e non “di testa”.

3 metri, si dice. L’ennesimo volo a testa in giù. Bastano tre metri, anche meno, per perdere la vita cadendo a testa in giù. Non fai in tempo a girarti, la breve distanza non te lo permette. Era stato così anche per Corrado, mio cognato.

In questo periodo tanti giovani si lasciano cadere a testa in giù nella nostra terra, ma dagli scogli per finire sott’acqua, come a S’Archittu, accompagnati da sorrisi e foto scattate dagli amici per far memoria di un bel momento estivo.

Il volo di Omar si è consumato, invece, in un’azienda di allevamento, non sull’acqua ma su un terreno polveroso, dopo aver fatto un bagno si, ma di sudore lavorando all’aperto a 30 gradi e più.

Sogno un’isola sempre più collegata con il mondo in cui gli unici VOLI CANCELLATI, per sempre, siano quelli mortali dei lavoratori.

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